[:it]Il Dantedì del Parco Archeologico di Paestum e Velia[:]

[:it][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il nostro Dantedì è rappresentato dai centauri, figure mitologiche per metà uomini e per metà cavalli che hanno fama di essere litigiosi e violenti, vivono in un mondo “sommerso” quasi selvaggio, nei boschi, tra le montagne lontano dalle città, sfruttano le risorse della natura come radici ed erbe e conoscono preziosi segreti come quelli legati alla medicina.

Nel museo di Paestum sono custoditi diversi reperti che riguardano i centauri.

Nel santuario meridionale, è stato rinvenuto un cippo con dedica a Chirone, il centauro saggio, maestro di Achille, medico, astronomo e musico.

Anche sul tempio più antico di Hera alla Foce del Sele erano rappresentati i centuari, tra di essi vi era il centauro buono Pholos.

Nella Divina Commedia, quando Dante e Virgilio giungono alle porte del I girone incontrano tre centauri, sono proprio Chirone, Folo e Nesso; Virgilio chiede immediatamente di conferire con Chirone, identificato come capo, il quale incarica Nesso di prendere sulla groppa Dante e fargli guadare il fiume Flegetonte.

Ecco i versi che lo raccontano:

E quel di mezzo, ch’al petto si mira, 

è il gran Chirón, il qual nodrì Achille; 

quell’altro è Folo, che fu sì pien d’ira.                               

 

Dintorno al fosso vanno a mille a mille, 

saettando qual anima si svelle 

del sangue più che sua colpa sortille».                           

 

Noi ci appressammo a quelle fiere isnelle: 

Chirón prese uno strale, e con la cocca 

fece la barba in dietro a le mascelle.                               

 

Quando s’ebbe scoperta la gran bocca, 

disse a’ compagni: «Siete voi accorti 

che quel di retro move ciò ch’el tocca?                           

 

Così non soglion far li piè d’i morti». 

E ’l mio buon duca, che già li er’al petto, 

dove le due nature son consorti,                                       

 

rispuose: «Ben è vivo, e sì soletto 

mostrar li mi convien la valle buia; 

necessità ’l ci ’nduce, e non diletto.    

(Inferno XII, 70-87)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][:]

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Archeological Parks of Paestum and Velia

The Archaeological Parks of Paestum and Velia are an institution of the Italian Ministry of Cultural
Heritage and Activities, endowed with special autonomy and inscribed on the UNESCO World
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The Archaeological Parks of Paestum and Velia; an institute of the Ministry of Culture, with special autonomy and listed as a UNESCO World Heritage Site since 1998.

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