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Sergio Vecchio:
L'attesa

“L’attesa” per Paestum.
Donazione dell’opera di Sergio Vecchio ai Parchi archeologici di Paestum e Velia.
La collezione di arte contemporanea dei Parchi archeologici di Paestum e Velia comprende anche l’opera “L’attesa” dell’artista Sergio Vecchio, prematuramente scomparso nel 2018.
L’opera, oggi parte integrante del patrimonio del Museo Archeologico Nazionale di Paestum, rappresenta un segno tangibile della volontà di mantenere viva la sua memoria attraverso l’arte, affidandola a un luogo simbolo della storia e dell’identità culturale del territorio.
“La donazione di questa tela è un ritorno a casa per Sergio Vecchio, un artista che ha sempre vissuto Paestum in modo viscerale, segnandone con la sua pittura il paesaggio antico e quello contemporaneo – dichiara il Direttore dei Parchi, Tiziana D’Angelo – Con grande emozione e gratitudine nei confronti di Bruna Alfieri accogliamo “L’Attesa” all’interno della collezione pestana. L’opera porterà ancora una volta lo sguardo di Sergio Vecchio nel Museo, creando per i visitatori una nuova prospettiva sul passato di Poseidonia-Paestum”.
Il quadro, realizzato con la tecnica della pittura a olio su tela, rappresenta un bue e un asino affrontati, inseriti in un paesaggio notturno in cui si riconosce il colonnato di un tempio dorico.
Sergio Vecchio, pittore e scultore pestano, aveva intrapreso un proficuo dialogo tra arte e archeologia nella sua terra natale concretizzatosi in due importanti mostre presso i Parchi: Sancta Venera. Arte contemporanea e archeologia a Paestum (2016) nello stabilimento industriale dell’ex fabbrica della Cirio e Nel luogo del racconto (2018) presso il Museo Archeologico Nazionale di Paestum.
La tela, gentilmente donata dalla famiglia Vecchio, è stata acquisita al patrimonio dello Stato con numero di inventario 25.M267-1.1 ed è esposta in modo permanente in uno spazio a essa dedicato nel Museo.

I Parchi archeologici di Paestum e Velia sono un istituto del Ministero della Cultura dotato di autonomia speciale, iscritto dal 1998 nella lista del patrimonio mondiale UNESCO.

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