{"id":25174,"date":"2019-11-04T17:03:23","date_gmt":"2019-11-04T16:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/area-archeologica\/"},"modified":"2025-03-19T17:32:54","modified_gmt":"2025-03-19T16:32:54","slug":"area-archeologica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/en\/area-archeologica\/","title":{"rendered":"Area Archeologica &#8211; CUP F42I16000010006"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-18077\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/LOGHI-PON.jpg\" alt=\"\" width=\"1016\" height=\"385\" \/><\/p>\n<p><strong>RIQUALIFICAZIONE, RESTAURO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE E IMPIANTISTICO DELL\u2019AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM, FINALIZZATI ALL\u2019IMPLEMENTAZIONE DELL\u2019OFFERTA DI VISITA, AL MIGLIORAMENTO DELLA FRUIZIONE IN SICUREZZA E DELL\u2019ACCESSIBILITA\u2019 DA PARTE DEI DISABILI, AL CONTENIMENTO DEL FABBISOGNO ENERGETICO DELL\u2019AREA COMPRENDENTE LA CINTA MURARIA DA PORTA AUREA A TORRE 18 ED ALCUNE INSULAE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>CUP F42I1600001000<\/strong><\/p>\n<p>Scarica la presentazione:<a href=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2019\/11\/Lavori-PON_AREA-ARCHEOLOGICA.pdf\">Lavori-PON_AREA ARCHEOLOGICA<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le aree di intervento sono state organizzate nelle fasi di:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Restauro delle mura;<\/li>\n<li>Scavo archeologico e restauro delle insulae;<\/li>\n<li>Percorsi per un\u2019utenza ampliata;<\/li>\n<li>Illuminazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. \u00e8 stata incentrata sulla metodologia di realizzazione dell\u2019intervento relativa all\u2019organizzazione delle squadre e al cronoprogramma da adottare, attraverso una composizione delle squadre di lavoro, articolate secondo le lavorazioni indicate nel Cronoprogramma dei lavori, con un elevato livello di professionalit\u00e0, affidabilit\u00e0 e di adeguatezza delle figure dei capisquadra e dei capicantiere, nonch\u00e9 della figura preposta al coordinamento e gestione delle fasi costruttive ed interazione delle lavorazioni con le aree ed i percorsi pubblici.<br \/>\nPer quanto riguarda le IMPRESE COINVOLTE l\u2019esecuzione delle opere \u00e8 affidata ad un\u2019Associazione Temporanea di Imprese ATI composta dal Consorzio stabile Ganosis e l\u2019impresa Edil.co s.r.l.. Il Consorzio stabile Ganosis ha designato le ditte Hera Restauri s.r.l. e Omou s.c.a.r.l. mentre per la bonifica da ordigni bellici sar\u00e0 designata un\u2019impresa iscritta nell\u2019elenco dell\u2019ufficio B.C.M. del X Reparto Infrastrutture di Napoli, come prevede la normativa di settore e la Direttiva Tecnica del Ministero della Difesa. Tutte le imprese coinvolte possiedono una consolidata esperienza nell\u2019esecuzione di opere di restauro e valorizzazione di complessi monumentali e archeologici.<\/p>\n<p>Il Responsabile tecnico di cantiere, designato dall\u2019A.T.I. \u00e8 il dott. Antonio Iannace e per quanto riguarda l\u2019ORGANIZZAZIONE GENERALE DEL CANTIERE, il sistema di monitoraggio del cantiere verr\u00e0 attuato attraverso i Processi Gestionali di Project Management.<br \/>\nPer il COORDINAMENTO tecnico, figura centrale del cantiere, che s\u2019interfaccer\u00e0 con il Responsabile della commessa, diriger\u00e0 la struttura tecnica e dar\u00e0 disposizioni alla struttura operativa dell\u2019A.T.I. \u00e8 il Direttore tecnico e Project Manager dell\u2019intervento, l\u2019arch. ing. Raffaella Forgione. Architetto ed ingegnere civile, componente del team del Grande Progetto Pompei con il ruolo di \u201carchitetto esperto in restauro\u201d, \u00e8 attualmente nel team di progettazione del Parco Archeologico del Colosseo.<br \/>\nLa primaria questione da affrontare in un cantiere complesso come quello del Parco Archeologico di Paestum, che vedr\u00e0 impegnato personale con competenze diversificate (tecnici, specialisti, squadre di operai, archeologi e restauratori) \u00e8 indubbiamente la gestione degli spazi, affinch\u00e9 siano rispettati i criteri di sicurezza e la conduzione dei lavori sia efficiente. In tale ottica l\u2019area cantierabile sar\u00e0 suddivisa in sotto-cantieri relativi alle principali attivit\u00e0 da eseguire nel sito archeologico:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>L\u2019allestimento del cantiere<\/li>\n<li>La bonifica da ordigni bellici<\/li>\n<li>Il Restauro della cinta Muraria<\/li>\n<li>Lo scavo archeologico ed il Restauro delle Insulae<\/li>\n<li>Gli Interventi nel parco (percorsi, passerelle e recinzioni)<\/li>\n<li>Gli impianti<\/li>\n<li>La Didattica<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci saranno ben 16 squadre all\u2019opera, ciascuna predisposta per ogni fase lavorativa e sar\u00e0 posta particolare attenzione alla necessit\u00e0 di organizzare pi\u00f9 squadre che operino in contemporanea per l\u2019ottimizzazione dei tempi e dei processi.<br \/>\nPer gli interventi previsti l\u2019A.T.I. predisporr\u00e0 un programma specifico composto da:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Piano della conoscenza pre e post operam con rilievi Laser scanner di tutte le superfici e strutture, fotografie, rilievi diretti, prove diagnostiche e scavi preventivi, suddivisi per ambiti e settori del sito.<\/li>\n<li>Piano di protezione con realizzazione di sistemi tecniche e materiali protettivi per tutte le superfici e strutture sottoposte a restauro.<\/li>\n<li>Piano della conservazione e manutenzione programmata, con schedature d\u2019intervento correlate allo stato di conservazione e al Piano della conoscenza pre e post operam.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per il RESTAURO DELLA CINTA MURARIA \u00e8 importante ricordare i dati provenienti dalla campagna 2002-2014, che ha interessato principalmente il settore ad est della strada statale che attraversa Paestum, e che ha segnato un decisivo cambio di passo, attraverso il rilievo diretto della fortificazione, le indagini archeologiche, l\u2019attenta integrazione delle lacune, l\u2019impiego di tecniche di intervento compatibili e ispirate a quelle antiche, la comprensione delle specificit\u00e0 costruttive delle strutture. La prima e pi\u00f9 rilevante novit\u00e0 di questa campagna di scavi e restauri rispetto agli interventi precedenti \u00e8 consistita nel rilievo e studio del monumento, che ha consentito di affrontare il restauro a partire dalla conoscenza della sua consistenza volumetrica, costruttiva e stratigrafica, scardinando i due sistemi di intervento precedentemente applicati:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>sistema degli anni Trenta, basato su applicazione di schemi \u201cneutri\u201d estranei alla logica costruttiva antica, usando blocchi parallelepipedi della stessa dimensione, ottenuti dalla rilavorazione dei blocchi antichi, e posizionati come un\u2019\u2019opera isodoma, con filari tutti della stessa altezza e materiale di dimensioni omogenee;<\/li>\n<li>sistema della fine degli anni Ottanta, basato sulla disposizione casuale dei blocchi antichi che giacevano a terra, con la sola finalit\u00e0 di rialzare la cresta muraria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dunque in via preliminare saranno eseguiti:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Rilievo con drone<\/li>\n<li>Rilievo laser scanner<\/li>\n<li>Numerazione dei blocchi lapidei<\/li>\n<li>Indagini georadar<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per quanto riguarda le operazioni di rilievo e documentazione, la proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. ha previsto:<\/p>\n<ol style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Rilievo con laser scanner anche con drone di strutture, muri e blocchi erratici, previa rimozione della terra accumulata lungo le mura con il criterio dello scavo archeologico; la creazione di un modello tridimensionale navigabile consente di realizzare un museo virtuale dello scavo consultabile on line;<\/li>\n<li>Collocazione in un sistema cartesiano e siglatura dei blocchi delle mura in situ in modo da individuare immediatamente la posizione dei singoli elementi. La siglatura con \u201cnumerazione blocchi lapidei ed identificazione degli stessi con l&#8217;applicazione di piastrine metalliche numerate mediante punzonatura e fissate al blocco\u201d, proposta nel capitolato, \u00e8 certamente funzionale all\u2019obiettivo della riconoscibilit\u00e0, ma a patto che le numerazioni consentano la precisa individuazione della posizione dell\u2019elemento in un sistema di riferimento;<\/li>\n<li>Redazione di mappature tematiche per la registrazione dei dati caratteristici dei singoli blocchi, quali posizione, tipo di pietra, misure, stato di degrado con riferimento alla terminologia UNI-NORMAL;<\/li>\n<li>Campionatura delle diverse facies litiche (ove apparissero differenti gi\u00e0 all\u2019esame visivo) e delle forme di alterazione al fine di eseguire le opportune indagini di caratterizzazione preliminarmente agli interventi;<\/li>\n<li>Campionatura delle malte di allettamento e di finitura, ove presenti, e prove penetrometriche per la caratterizzazione delle malte;<\/li>\n<li>Prova georadar e geoelettrica per identificare l\u2019eventuale presenza di cavit\u00e0 in prossimit\u00e0 di strutture e mura, lungo l\u2019intero perimetro delle mura;<\/li>\n<li>Scelta delle tecniche di restauro da adottare in funzione dei risultati dello studio delle differenti patologie di degrado riscontrate, secondo lessico Normal 1\/88 (degrado dei materiali lapidei).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per quanto riguarda gli INTERVENTI DI RESTAURO, particolare attenzione andr\u00e0 posta alla bonifica dalla vegetazione infestante e alle operazioni di smontaggio, rimontaggio ed integrazione delle mura, ma anche alla pulitura, che dovr\u00e0 precedere la movimentazione dei blocchi.<br \/>\nLa proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. ha previsto le fasi indicate:<\/p>\n<ol style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>La Pulitura manuale preventiva per cui sar\u00e0 allestito un vero e proprio laboratorio di restauro in cui sar\u00e0 possibile eseguire tutti gli interventi conservativi necessari prima della ricollocazione dei blocchi. Si utilizzer\u00e0 il protocollo operativo del cantiere UNESCO del restauro del Tempio di Borobudur a Giava (Indonesia) coordinato dal dott. Paolo Mora, restauratore dell\u2019ICR di Roma.<\/li>\n<li>La mappatura del degrado deriver\u00e0 direttamente dalle procedure di rilievo gi\u00e0 illustrate.<\/li>\n<li>Lo Smontaggio e rimontaggio di blocchi richiede l&#8217;utilizzo di sollevatore meccanico, per permettere l&#8217;eliminazione di radici presenti nelle cavit\u00e0 o per la messa in sicurezza di paramenti murari.<\/li>\n<li>Linea Vita Movimentazione blocchi.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per le operazioni di smontaggio e rimontaggio dei blocchi della cinta muraria \u00e8 stato progettato un sistema di sicurezza che consentir\u00e0 ai lavoratori di operare senza alcun rischio per la propria incolumit\u00e0 e anche senza produrre alcun danno alle strutture archeologiche. Per eseguire tutte le operazioni verr\u00e0 prima montata una linea vita per gli operai sulla parte sommitale delle mura, utilizzando due ponteggi posti a scavalco in senso perpendicolare. Per la presa dei blocchi verr\u00e0 utilizzato un merlo con pinza idraulica, previa interposizione di tavolato e ponendo attenzione ad inserire \u201czeppe\u201d, in modo da eseguire piccoli spostamenti senza attrito.<br \/>\nImportanti sono le tante operazioni connesse a quelle appena descritte, ovvero:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Lavori di sistemazione delle parti sommitali della Cinta Muraria. La proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. prevede di realizzare una lieve convessit\u00e0 con un sottile strato d\u2019impasto di malta pozzolanica, miscelata con prodotto idrorepellente come da indicazione del dott. MEUCCI, chimico esperto dell\u2019ICR. Il tutto ha lo scopo di facilitare lo scorrimento delle acque piovane, e anche per evitarne la penetrazione all\u2019interno e la conseguente saturazione del riempimento, causa di un incremento della spinta trasversale sui blocchi del paramento mura<\/li>\n<li>Bonifica con prodotto ecologico nel rispetto dei C.A.M. (Criteri Ambientali Minimi) un eco-diserbante prodotto in Italia, in sostituzione del prodotto a base di Glyfosate previsto dal capitolato, per il quale \u00e8 stata revocata nel maggio 2018 l\u2019autorizzazione all\u2019immissione sul mercato dal Ministero della Salute.<\/li>\n<li>Revisione di strutture murarie molto degradate a causa di agenti atmosferici o per vegetazione incuneata nelle murature. Si prevede oltre alla rimozione delle parti ammalorate (con le metodologie proposte dal capitolato) un trattamento integrativo e migliorativo di consolidamento chimico localizzato delle superfici su cui va stesa la malta di restauro, con polimetilsilossano.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Lo SCAVO ARCHEOLOGICO ED IL RESTAURO DELLE INSULAE \u00e8 indubbiamente l\u2019aspetto pi\u00f9 suggestivo dell\u2019intervento, attraverso fasi che ci potranno svelare anche aspetti poco conosciuti del sito. Le fasi saranno:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Cantiere aperto<\/li>\n<li>Il saggio stratigrafico<\/li>\n<li>La stratigrafia del suolo<\/li>\n<li>La pulitura e catalogazione dei materiali.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per mitigare l\u2019impatto del cantiere sul sito archeologico, oltre al sistema di barriere anti-rumore ed anti-polvere lungo tutto il percorso, sono previste strutture rivestite con teli microforati e pannellature, per delimitare i laboratori di restauro e le aree d\u2019intervento che saranno allestite come CANTIERE APERTO, con lo scopo di coinvolgere i visitatori che potranno assistere ad alcune delicate operazioni di scavo e\/o restauro in corso di svolgimento. Alcune parti dei sotto-cantieri, adibite a laboratori di restauro, saranno visibili attraverso finestre, creando un effetto originale di scena teatrale, visibile attraverso i fori praticati nei teli microforati, che rivestono le pareti. I teli saranno dotati di stampe in cui saranno illustrate le tecniche di restauro e di scavo, le scoperte del sito archeologico.<br \/>\nPer la VALORIZZAZIONE E FRUIZIONE DEL SITO sono stati studiati i percorsi ed \u00e8 stata individuata la migliore soluzione per una pi\u00f9 funzionale e sicura organizzazione di cantiere che consentir\u00e0 la realizzazione di un percorso dedicato ai visitatori in perfetta sicurezza evitando, per quanto possibile, l\u2019interruzione dei flussi turistici.<br \/>\nPer migliorare MATERIALI e CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI dell\u2019intervento innanzitutto la proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. ha previsto l\u2019uso di un battuto naturale, che si addice ad applicazioni in aree soggette a vincoli ambientali ed archeologici, evitando l\u2019uso di leganti cementizi o bitumi.<br \/>\nParticolare attenzione \u00e8 stata posta alle MISURE mirate ad un\u2019 UTENZA AMPLIATA con:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Implementazione del percorso in battuto con guida in pietra per non vedenti e ipovedenti<\/li>\n<li>Implementazione dei pannelli con scritte in lingua Braille e mappe tattili<\/li>\n<li>Miglioramento della passerella per adeguamento alle Linee MIBACT<\/li>\n<li>Miglioramento del pavimento delle passerelle per non vedenti ed ipovedenti<\/li>\n<li>Inserimento di corrimano per utenza ampliata nei percorsi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poi nell\u2019ambito del CANTIERE APERTO per la VALORIZZAZIONE DI PERCORSI ED ALLESTIMENTI DIDATTICI ricordiamo il PROGETTO SIBILLA e campagna di scavo con la facolt\u00e0 di Archeologia di UNISA.<br \/>\nIl Consorzio stabile Ganosis fa parte di DATABENC (Distretto ad Alta TecnologiA per i BENi Culturali), societ\u00e0 nata nel 2012 da un\u2019idea progettuale promossa dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Napoli \u201cFederico II\u201d e dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Salerno. Tra le tante iniziative intraprese dal Distretto, il Parco Archeologico di Paestum ha confermato la sua disponibilit\u00e0 a supportare il Progetto SIBILLA tramite contenuti informativi che mirano a conseguire una sinergia tra salvaguardia e fruizione, consentendo il monitoraggio del sito archeologico nel tempo. La proposta migliorativa dell\u2019A.T.I. prevede di integrare e implementare i dati del progetto SIBILLA, con il Piano della Conoscenza e un\u2019ulteriore campagna di scavo, mirata ad approfondimenti di ricerche su mura e fortificazioni del sito.<br \/>\nInfine ricordiamo le proposte progettuali incentrate sulla valorizzazione:<\/p>\n<ul style=\"font-size: 18px; color: #000000;\">\n<li>Nell\u2019ambito della proposta che comprende Sito WEB &#8211; APP &#8211; Videogioco sar\u00e0 realizzato un suggestivo videomapping sui templi con proiezioni di immagini e video, riguardanti le scoperte e la storia millenaria dei luoghi; si tratta di una tecnica digitale di proiezione architetturale 3D applicata a superfici di grandi e piccole dimensioni, in forma di comunicazione luminosa.<\/li>\n<li>ArcheoLab \u00e8 un divertente laboratorio di archeologia dedicato ad adulti e bambini, attraverso il ritrovamento in un area circoscritta di reperti archeologici simili a quelli rinvenuti e conservati nel Museo.<\/li>\n<li>La campagna di Crowd-funding per implementare l\u2019offerta di visita ed allargare la platea dei visitatori, prevede di lanciare una raccolta-fondi per l\u2019acquisto di una carrozzella dotata di ruote speciali con ammortizzatori, da poter utilizzare anche sul basolato, che attraversa le insulae. Grazie al supporto delle associazioni che contribuiranno all\u2019esecuzione partecipata dei percorsi per un\u2019utenza ampliata, sar\u00e0 possibile coinvolgere nuovi stakeholders nel progetto di valorizzazione del sito.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Infine fondamentale componente di questo cantiere sar\u00e0 la collaborazione con la Sociologa dott.ssa Maria Venditti, componente del direttivo dell\u2019associazione Fish onlus Campania e ItaliAccessibile, che ha partecipato al collaudo del cantiere per i lavori del GPP_N Pompei per Tutti (2016), intervento che ha consentito di rendere accessibile ad un\u2019utenza ampliata i percorsi restaurati nell\u2019area archeologica di Pompei. Le associazioni di cui \u00e8 componente saranno coinvolte nel corso dell\u2019esecuzione dei lavori al fine di migliorare il progetto in tutti quegli aspetti di dettaglio che i fruitori con ridotte capacit\u00e0 motorie, sensoriali e psichiche potranno indicarci. Cos\u00ec si istituir\u00e0 un vero e proprio Laboratorio di progettazione partecipata per un\u2019utenza ampliata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RIQUALIFICAZIONE, RESTAURO E ADEGUAMENTO FUNZIONALE E IMPIANTISTICO DELL\u2019AREA ARCHEOLOGICA DI PAESTUM, FINALIZZATI ALL\u2019IMPLEMENTAZIONE DELL\u2019OFFERTA DI VISITA, AL MIGLIORAMENTO DELLA FRUIZIONE IN SICUREZZA E DELL\u2019ACCESSIBILITA\u2019 DA PARTE DEI DISABILI, AL CONTENIMENTO [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":23484,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"inline_featured_image":false,"footnotes":""},"categories":[119],"tags":[],"class_list":["post-25174","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lavori-pon-en"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v27.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Area Archeologica - CUP F42I16000010006 - Parchi Archeologici di Paestum &amp; 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