{"id":25084,"date":"2020-11-16T11:00:44","date_gmt":"2020-11-16T10:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-20\/"},"modified":"2020-11-16T11:00:44","modified_gmt":"2020-11-16T10:00:44","slug":"alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-20","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/en\/alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-20\/","title":{"rendered":"[:it]ALLA SCOPERTA DI PAESTUM NELL&#8217;ERA DIGITALE[:en]DISCOVERING PAESTUM IN THE DIGITAL ERA[:]"},"content":{"rendered":"<p>[:it]<img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6803\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/iniziale_articolo.png\" alt=\"iniziale_articolo\" width=\"93\" height=\"109\" \/><br \/>\n<strong>ari lettori<\/strong>,<br \/>\nin questo spazio parleremo di quello che (ancora) non sappiamo di <strong>Paestum<\/strong> e che ci interesserebbe scoprire. Perch\u00e9 se Paestum \u00e8 considerata la citt\u00e0 magno-greca meglio conosciuta, \u00e8 anche vero che il sito riserva ancora molti rompicapi per archeologi, architetti e storici. In questa rubrica ve ne racconteremo qualcosa.<br \/>\nLa novit\u00e0 di questo mese riguarda pi\u00f9 in generale il Parco archeologico che dal 5 febbraio 2020 ha visto l\u2019annessione del sito archeologico di <strong>Velia<\/strong> all\u2019autonomia di Paestum.<br \/>\nDel nuovo Parco Archeologico di Paestum e Velia e in particolare del nuovo sito velino, vi parler\u00e0 <em>Francesco Uliano Scelza, funzionario archeologo del Parco<\/em>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15524\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/IMG_7791-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"721\" height=\"481\" \/><br \/>\nIl <strong>Parco Archeologico di Paestum e Velia<\/strong> \u00e8 un unico istituto che gestisce le principali realt\u00e0 archeologiche dell\u2019area meridionale della Campania, due tra le pi\u00f9 importanti e meglio conservate citt\u00e0 magno-greche del meridione d\u2019Italia. La novit\u00e0 produce importanti conseguenze. In primo luogo sono condotti all\u2019interno di una stessa amministrazione due contesti di fortissimo impatto e con potenzialit\u00e0 straordinarie. D\u2019ora in avanti sar\u00e0 possibile definire una programmazione unitaria di Paestum e Velia attraverso gli strumenti dell\u2019autonomia gestionale che la riforma Franceschini ha previsto per alcuni luoghi della cultura italiana. Tale riforma, attuata con buon esito presso il sito di Paestum, offrir\u00e0 senza dubbio possibilit\u00e0 inedite per realizzare la finalit\u00e0 generale, ancorch\u00e9 necessaria, di valorizzare Velia, che ha ciclicamente sofferto l\u2019assenza di un sostegno di risorse, continuo e adeguato. In secondo luogo, la nuova previsione legislativa non deve essere letta come una mera rimodulazione istituzionale, bens\u00ec come il tentativo di avviare un processo di coordinamento dell\u2019attivit\u00e0 di gestione di un importantissimo Patrimonio, soprattutto in relazione alla capacit\u00e0 che il neonato Parco di Paestum e Velia avr\u00e0 di attrarre risorse, economiche ed umane, sia all\u2019interno del bacino territoriale di pertinenza sia in ambito nazionale ed internazionale. Sar\u00e0 infatti essenziale per il nuovo Ente stabilire rapporti e relazioni chiare e fruttuose con i soggetti che gi\u00e0 agiscono nel territorio, istituzionali e non, pubblici e privati. Altrettanto \u00e8 prevedibile che la realt\u00e0 di Velia sar\u00e0 proiettata al centro dell\u2019attenzione della comunit\u00e0 internazionale attraverso iniziative di ricerca e di valorizzazione.<\/p>\n<p>Un primo risultato \u00e8 gi\u00e0 sotto gli occhi di tutti. A partire dal giorno di riapertura, dopo il periodo di lockdown dovuto all\u2019emergenza covid-19, l\u2019area di Velia si presenta ripulita, pronta ad ospitare il pubblico e a mostrare alcuni dei suoi tesori. \u00c8 possibile ora visitare la porzione bassa della citt\u00e0 con gli isolati di abitazioni, gli edifici pubblici dell\u2019insula II, di masseria Cobellis e le terme romane. Come \u00e8 possibile affrontare la salita dell\u2019acropoli per giungere ad ammirare il quartiere di case arcaico, Porta Rosa, il teatro, il tempio del promontorio, i resti della fortificazione di et\u00e0 medievale e gli antiquaria che narrano la storia della citt\u00e0, dal periodo della fondazione fino alle fasi di occupazione pi\u00f9 recenti. In tempi brevissimi, il programma del Parco prevede l\u2019ampliamento della fruibilit\u00e0, rendendo disponibile il percorso del crinale che collega l\u2019acropoli con la fortezza del Castelluccio, percorso gi\u00e0 noto con il nome sentiero degli dei, e attivit\u00e0 di progettazione per riallestire i diversi edifici presenti nell\u2019area e destinarli ad attivit\u00e0 laboratoriali (ricerca, didattica, formazione, etc.).<\/p>\n<p><em>Sar\u00e0 prioritario inoltre per il nuovo Istituto incrementare gli strumenti digitali, app di supporto alla fruizione ed alla manutenzione, sistema di gestione del Patrimonio, sito web, etc.<\/em><\/p>\n<p>Nondimeno un\u2019attenzione profonda sar\u00e0 rivolta alle azioni che renderanno l\u2019area di Velia fruibile da parte di persone con handicap. Si tratta di attuare una cura del sito volta alla fruizione universale con attivit\u00e0 gi\u00e0 sperimentate e realizzate a Paestum.<br \/>\nIn questo quadro programmatico \u00e8 doveroso sottolineare che nell\u2019area di Velia sono in opera i lavori di valorizzazione PON Cultura e Sviluppo 2014-2020 \u201cVelia &#8211; Citt\u00e0 delle acque\u201d che su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e di Avellino e direzione del Segretariato Regionale per la Campania incideranno su gran parte della citt\u00e0 antica e sul rinnovamento delle strutture di servizio del Parco (impiantistica, arredi, gestione del verde, etc.).<br \/>\nDa queste poche considerazioni iniziali, l\u2019opera di valorizzazione di Velia appare ampia e impegnativa. Perch\u00e9 venga compiuta, occorre innanzitutto stabilire un nuovo rapporto con le forze di cui il territorio dispone e renderle intime al processo di rivitalizzazione di Velia. Si fa riferimento a un\u2019azione che riannodi il sito della citt\u00e0 antica al suo contesto di appartenenza, disegnandolo permeabile alle sue attitudini e disposizioni, aprendolo alle sue migliori e pi\u00f9 proficue energie, quelle che operano nel campo dei servizi, delle ricerche e della produzione. Velia in questo modo dovr\u00e0 essere parte di un piano pi\u00f9 generale di crescita del territorio, un luogo ed una occasione dove poter sperimentare soluzioni per consolidare l\u2019economia locale e dove poter esercitare attivit\u00e0 condivise. A Velia si potr\u00e0 studiare l\u2019archeologia ed il territorio, conoscere ed approfondire i temi della filosofia e della scienza antica, eseguire ricerca sulla cultura materiale, effettuare scavi archeologici, promuovere le produzioni locali e diffondere le tecniche tradizionali di cura e salvaguardia dell\u2019ambiente, organizzare eventi ludici e convegni, realizzare un nuovo rapporto tra le comunit\u00e0 e gli spazi dei Beni Culturali.<br \/>\nVelia in poche parole dovr\u00e0 diventare il valore aggiunto e il riferimento per il territorio. Insieme con Paestum caratterizzer\u00e0 il paesaggio e l\u2019identit\u00e0 di una intera regione, il <strong>Cilento<\/strong>.<\/p>\n<p>Da queste due esperienze antiche, cosi diverse tra loro, potr\u00e0 nascere, insieme con la costituzione del nuovo Parco Archeologico e con l\u2019accordo delle altre Istituzioni, Soprintendenza, Enti locali e territoriali, un percorso di costituzione di un vasto distretto culturale, saldato con il territorio e con le sue risorse.[:en]<img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6803\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/iniziale_articolo_en.png\" alt=\"iniziale_articolo\" width=\"93\" height=\"109\" \/><br \/>\n<strong>ear Readers<\/strong>,<br \/>\nWe will discuss here some of the things we (still) don\u2019t know about Paestum but which we would like to find out. Although Paestum is generally considered the best-known city in Magna Graecia, the site still poses many conundrums for archaeologists, architects and historians. This column explores some of the issues surrounding the site.<br \/>\nThis month\u2019s news concerns the archaeological park in general. Since 5 February 2020 the archaeological site of Velia has become part of the independent park authority together with Paestum.<br \/>\nFrancesco Uliano Scelza, one of the park\u2019s archaeologists, will look at the Archaeological Park of Paestum and Velia and, in particular, at the new site of Velia.<\/p>\n<p>The Archaeological Park of Paestum and Velia (Parco Archeologico di Paestum e Velia) is a single institution which runs the main archaeological sites in the southern part of Campania, two of the most important and well-preserved cities of Magna Graecia in southern Italy. The change has important consequences. Firstly, two striking contexts with extraordinary potential are now run by the same administration. Henceforth it will be possible to develop a uniform approach to planning for both Paestum and Velia thanks to the managerial and financial autonomy which Franceschini\u2019s reform has provided for several Italian cultural heritage sites. The reform, which has been successfully implemented for the site of Paestum, will undoubtedly offer unprecedented possibilities for reaching the overall and important aim of enhancing Velia, which has cyclically suffered from the lack of adequate and continuous support in terms of resources. Secondly, the new legislative provision should not be considered simply as an example of institutional reorganisation but as an attempt to start a process of coordinating the management of crucial heritage, especially in relation to the capacity of the newly-founded Park of Paestum and Velia to attract economic and human resources, both within local territory and within a national and international context. The new Park authority must build clear and productive relationships with institutions and bodies, both institutional and private, that are already active in the territory. It is equally predictable that Velia will become the focus of attention of the international community through research and enhancement initiatives at the site.<br \/>\nOne initial result is clearly visible. From the very first day of reopening following the period of lockdown caused by the Covid-19 emergency, the site of Velia was spruced up and made ready to welcome the public and show off some of its treasures. It is now possible to visit the lower part of the city with the residential insulae, the public buildings of insula II, the Cobellis farm and the Roman baths. Visitors can climb the slope of the acropolis to reach and admire the archaic district of houses, Porta Rosa, the theatre, the temple on the promontory, the ruins of the medieval fortifications and the antiquaria which tell the story of the city, from the period of its foundation until the most recent occupation phases. In an extremely short timescale, the Park\u2019s programme includes extending accessibility, enabling visitors to walk along the ridge that joins the acropolis to the fortress of Castelluccio, a path already known as the Path of the gods, and projects designed to refurbish some of the buildings in the area so that they can be used for workshop activities (research, education, training, etc.).<br \/>\nAnother priority for the new park is to increase and develop digital tools, apps designed to support the visitor experience and maintenance, the cultural management system, the website, etc.<br \/>\nAttention will also focus on actions that will make Velia accessible to people with disabilities. The site will be managed in a way that ensures universal access with activities that have already been tried out and implemented at Paestum.<br \/>\nWithin this planning framework, it is important to emphasise that work is being carried out to enhance the site of Velia as part of the National Operational Program on Culture and Development 2014-2020 \u201cVelia &#8211; Citt\u00e0 delle acque\u201d. Based on a project of the Superintendency (Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e di Avellino) and directed by the Regional Secretariat of Campania (Segretariato Regionale per la Campania), the work will affect a large part of the ancient city and the refurbishment of the Park\u2019s facilities (plant engineering, furnishing, management of green space, etc.).<br \/>\nBased on these initial considerations, the enhancement of Velia seems wide-ranging and challenging. In order to ensure the implementation of the project, it is necessary to build new relationships with local players and involve them in the regeneration of Velia. The intervention should reconnect the site of the ancient city to the local context so that it is open to local approaches, the best and most fruitful of energies that operate in the field of services, research and production. In this way Velia will become part of a broader plan for growth of the territory, a place and an occasion where solutions to consolidate the local economy and to run commonly agreed activities can be tried out. At Velia it will be possible to study archaeology and the local territory, to learn about and explore themes related to ancient philosophy and science, to conduct research on material culture, to carry out archaeological excavations, to promote local products and encourage the widespread use of traditional techniques for managing and safeguarding the environment, to organise recreational events and conferences, and to establish a new relationship between local communities and cultural heritage sites.<br \/>\nIn short, Velia ought to become another string in the bow of the territory. Together with Paestum, it will become a distinctive part of the landscape and identity of an entire region: Cilento.<\/p>\n<p>These two ancient sites, which differ so markedly from each other, mark the first step, together with the new Archaeological Park and the agreement with other institutions, the superintendency, local and territorial organisations, of a process that will lead to the creation of a large cultural district, firmly rooted to the territory and its resources.<br \/>\n[:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it] ari lettori, in questo spazio parleremo di quello che (ancora) non sappiamo di Paestum e che ci interesserebbe scoprire. 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