{"id":25049,"date":"2021-03-10T10:21:54","date_gmt":"2021-03-10T09:21:54","guid":{"rendered":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-21\/"},"modified":"2021-03-10T10:21:54","modified_gmt":"2021-03-10T09:21:54","slug":"alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-21","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/parchipaestumvelia.cultura.gov.it\/en\/alla-scoperta-di-paestum-nellera-digitale-21\/","title":{"rendered":"[:it]ALLA SCOPERTA DI PAESTUM NELL&#8217;ERA DIGITALE[:en]DISCOVERING PAESTUM IN THE DIGITAL ERA[:]"},"content":{"rendered":"<p>[:it][vc_row][vc_column][vc_column_text]<img decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6803\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/iniziale_articolo.png\" alt=\"iniziale_articolo\" width=\"93\" height=\"109\" \/><br \/>\n<strong>ari lettori<\/strong>,<br \/>\nin questo spazio parleremo di quello che (ancora) non sappiamo di Paestum e che ci interesserebbe scoprire. Perch\u00e9 se Paestum \u00e8 considerata la citt\u00e0 magno-greca meglio conosciuta, \u00e8 anche vero che il sito riserva ancora molti rompicapi per archeologi, architetti e storici. In questa rubrica ve ne racconteremo qualcosa.<br \/>\nQuesto mese la parola va all\u2019archeologa <strong>Concetta Masseria<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><em>Profumo di donna<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;Vedete, io l&#8217;amavo. Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>(Vladimir Nabokov, Lolita, 336)<\/p><\/blockquote>\n<p>In una vetrina del Museo di Paestum \u00e8 esposto al pubblico un vaso molto importante per forma, per funzione, per provenienza e soprattutto per l\u2019immagine dipinta sulla sua superficie.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16505\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Lekythos-a-figure-rosse-con-Adonie-lato-A-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/> <img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16506\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Lekythos-a-figure-rosse-con-Adonie-lato-B-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/><br \/>\nQuesta mi sembra l\u2019occasione giusta per segnalarlo all\u2019attenzione dei lettori e raccontarne la storia, il messaggio che veicola e i significati sottesi dietro l\u2019apparenza pi\u00f9 immediata. Si tratta di un vaso destinato a contenere olio profumato, una <em>lekythos<\/em> di fabbrica attica, a figure rosse su fondo verniciato in nero brillante. Recuperata molti anni fa da Pellegrino Claudio Sestieri nell\u2019area del cosiddetto Santuario Meridionale, l\u2019area sacra all\u2019interno della quale si innalzano oltre a due dei maggiori templi della Poseidonia greca &#8211; l\u2019<em><strong>Heraion<\/strong><\/em> (il grande tempio attribuito alla dea Hera) e il <strong>tempio di Apollo<\/strong> (pi\u00f9 noto come \u201c<strong>tempio di Nettuno<\/strong>\u201d secondo una tradizione conservatrice difficile da scalfire malgrado i dati siano pi\u00f9 ragionevolmente da attribuire ad Apollo) &#8211; anche alcuni edifici sacri di dimensioni inferiori e di una tipologia architettonica pi\u00f9 semplice e priva di peristasi ( la corona di colonne che circonda la cella). Il luogo sacro comprende al suo interno anche quello che \u00e8 stato identificato come l\u2019<strong><em>Asklepieion<\/em><\/strong>, l\u2019edificio cio\u00e8 dedicato al culto di Asclepio, dio della medicina e figlio di Apollo.<br \/>\nAll\u2019interno di questo ampio spazio a carattere sacrale si trovano anche altri apprestamenti funzionali alle manifestazioni religiose, come gli altari &#8211; indispensabili elementi per le celebrazioni dei riti \u2013 ed inoltre alcune piccole strutture destinate a contenere le offerte votive dei fedeli. Queste \u201ccasse\u201d &#8211; localmente chiamate \u201cloculi\u201d &#8211; hanno forma quadrangolare e sono costruite con lastre di pietra locale assemblate insieme a formare, appunto, dei capienti contenitori degli oggetti offerti come ex-voto, veri e propri <em>thesauroi<\/em>.<br \/>\nLa nostra <em>lekythos<\/em> proviene quasi certamente (perch\u00e9 cos\u00ec si esplicita sul bigliettino scritto a mano, al momento del recupero e, successivamente, del suo ricovero nei depositi del Museo, che accompagnava il vaso) dal \u201cIV loculo a nord-ovest del tempio cd. di Nettuno\u201d. Come vedremo, le indicazioni sulla provenienza sono di enorme importanza per capire il ruolo rivestito dall\u2019oggetto nel momento della sua deposizione come offerta devozionale.<br \/>\nL\u2019immagine dipinta sulla sua superficie mostra un gruppo di cinque personaggi &#8211; due uomini, due donne e una figura di giovane <strong>Eros con le ali spiegate<\/strong> \u2013 che si muovono nello spazio figurato secondo un sistema di sguardi incrociati che ne appalesa la contemporaneit\u00e0 delle azioni e la condivisione degli atteggiamenti reciproci. I dettagli che caratterizzano ogni singola figura sono gli strumenti che consentono una lettura interpretativa priva di ambiguit\u00e0 sul significato dei gesti ad essi sotteso.<br \/>\nVediamo: il <em>focus<\/em> del racconto \u00e8 rappresentato al centro dell\u2019immagine ed \u00e8 interpretato dalle due figure femminili e da quella di Eros, mentre le due figure maschili si situano ai margini del campo figurato alle due opposte estremit\u00e0 della scena di cui segnano l\u2019inizio e la fine. Le due donne sono impegnate in ruoli diversi: la prima, elegantemente vestita di lungo chitone, \u00e8 seduta, probabilmente su una roccia, e si protende in avanti per far cadere con la mano destra grani di incenso nel piattello di un <em>thymiaterion<\/em> (bruciaprofumi) poggiato davanti ai suoi piedi, mentre con la destra tiene una cassettina, probabile contenitore dell\u2019incenso. L\u2019altra donna indossa un <em>himation<\/em> avvolto intorno ai fianchi e si presenta con la parte superiore del corpo completamente nuda, fissata nel momento in cui, sollecitata da Eros con le ali spiegate, si appresta a salire su una scala a pioli reggendo nella mano destra la met\u00e0 superiore di un\u2019anfora spezzata e rovesciata usata come contenitore del <em>kepos<\/em> (il giardinetto di erbe effimere e destinate a morire in poco tempo) che pogger\u00e0 sul tetto. I due giovani ai lati della immagine figurata non sembrano rivestire un ruolo preciso se non quello di spettatori &#8211; sono rappresentati nudi, uno seduto e l\u2019altro stante, entrambi soltanto con la testa e lo sguardo rivolti verso il centro della scena ma con il corpo di spalle rispetto alla stessa-. In questo quadro il dettaglio significante \u00e8 fornito dalla scala a pioli, apparentemente appoggiata ad una parete &#8211; in realt\u00e0 \u00e8 la stessa parete del vaso a fornire l\u2019appoggio &#8211; e vero baricentro intorno al quale si snoda il racconto figurato.<br \/>\nProprio la presenza di questo elemento spiega e chiarisce inequivocabilmente che si tratta di una sorta di \u201cfotografia\u201d che immortala uno dei momenti culminanti della <strong>celebrazione delle Adonie<\/strong>, la festa in onore di Adone, il bellissimo figlio di Mirra, tormentata principessa cipriota, e frutto di un amore proibito.<br \/>\nL\u2019attrice protagonista \u00e8 comunque e sempre lei, la dea <strong>Afrodite<\/strong>, irresistibile dea della bellezza, della seduzione, dell\u2019amore. La dea \u00e8 artefice della vita stessa del fanciullo \u2013 causa originaria del suo fatale concepimento \u2013 e poi del suo destino di vita in ogni suo aspetto fino alla morte. E perfino della periodica annuale resurrezione.<br \/>\nUna storia d\u2019amore che nasce e si nutre delle parole del racconto mitico, una storia complessa e pure reale, realistica per gli effetti tangibili dei rituali che ne enfatizzano i modi e gli aspetti e che sono celebrati in tutto il mondo greco e perpetuati nel tempo fino ad epoca cristiana.<br \/>\nAfrodite e il sempre giovane Adone sono legati indissolubilmente dalla passione che la dea prova e che manifesta con attenzioni, gesti, atti molto umani, come una donna innamorata perennemente con lo sguardo attento verso l\u2019amato e con il cuore in affanno per il giovane amante.<br \/>\n\u00c8 una storia complessa e anche tragica che viene evocata nel rituale della festa celebrata una volta all\u2019anno con il ritmo della partecipazione attiva della comunit\u00e0 femminile di ogni ceto. Adone muore e risorge secondo le regole stabilite e dalla sorte crudele che neppure una divinit\u00e0 ha potuto mutare. Una battuta di caccia gli sar\u00e0 fatale, l\u2019ingenuit\u00e0 e l\u2019imprudenza della giovane et\u00e0 gli fanno pagare il prezzo altissimo della perdita della vita e il destino si compie. Amore e morte rappresentano il Fato, inesorabile e crudele. Lo strazio della dea, la sua impotenza, il dolore per l\u2019ineluttabilit\u00e0 delle conseguenze del tragico incidente sono raccontati nelle poche toccanti parole di Ovidio (Metamorfosi, X, 717-739): \u201c\u2026Venere non era ancora giunta a Cipro: da lontano riconobbe il gemito del morente e invert\u00ec il volo dei bianchi uccelli. E come dall\u2019alto vide il corpo esanime che si torceva nel suo stesso sangue, balz\u00f2 gi\u00f9 e si stracci\u00f2 la veste, si strapp\u00f2 i capelli, si percosse il petto con le mani\u2026 E lamentandosi con il destino disse: \u201cNon per\u00f2 di ogni cosa il destino potr\u00e0 disporre. Un ricordo del mio lutto, o Adone, rimarr\u00e0 in eterno: ogni anno si ripeter\u00e0 la scena della tua morte, a imitazione del mio cordoglio. E il sangue sar\u00e0 mutato in fiore (\u2026) Detto questo, vers\u00f2 nettare odoroso sul sangue ed esso cominci\u00f2 a fermentare (\u2026) E un\u2019ora intera non era passata: dal sangue spunt\u00f2 un fiore dello stesso colore, un fiore come quello del melograno i cui frutti celano tanti granelli sotto la buccia sottile. \u00c8 un fiore, tuttavia, che dura poco. Fragile per troppa leggerezza, deve il suo nome al vento, e proprio il vento ne disperde i petali\u201d. Fragile e delicato come pu\u00f2 essere la vita stessa, l\u2019anemone affida i suoi petali rosso sangue e la stessa sua esistenza ad un soffio di vento. E con il pianto della dea ebbe inizio il rituale del ricordo, la festa notturna con i lamenti delle fanciulle, i giardini effimeri poggiati sul tetto, l\u2019inebriante profumo dell\u2019incenso bruciato, cos\u00ec Adone muore nelle braccia della sua amante divina.<br \/>\n\u00c8 la scena riprodotta sulla <em>lekythos<\/em>, un fotogramma della presentazione delle forme del rito che si compie: la donna seduta vestita come una sposa divina che versa i grani di incenso, la fanciulla che sale sulla scala per sistemare il <em>kepos<\/em> sul tetto ed Eros che si muove leggero, ad ali spiegate, a dare senso e significato alla cerimonia. Eros e Thanatos, amore e morte legati indissolubilmente alla dea della <em>charis<\/em>, la seduzione amorosa plasticamente evocata dalla forma del vaso, una <em>lekythos<\/em>, contenitore di olio profumato, fabbricata, e certamente donata come offerta d\u2019amore, in un lasso di tempo che si situa tra gli ultimi anni del V secolo a.C. e i primi anni del secolo successivo. Profumo e seduzione, il profumo \u00e8 strumento di attrazione, veicolo di passione d\u2019amore, e Afrodite \u00e8 certamente la destinataria di questo dono prezioso conservato nel \u201cloculo IV\u201d e poi, dopo un tempo infinito, riportato alla luce e \u201crestituito\u201d a noi tutti come un messaggio d\u2019amore e anche come strumento di conoscenza di un Passato che ci appartiene. E per questo la festa che celebra quella tragica storia d\u2019amore, attraverso il racconto incrociato del mito e del rito, trova nella grande area sacra meridionale di Poseidonia il proprio posto e, nel ricordo della annuale reiterazione della cerimonia, con i suoi aspetti teatrali , con la fragilit\u00e0 degli anemoni, il profumo di incenso e mirra, l\u2019eco dei canti funebri, il ricordo delle lacrime delle fanciulle e quei dolorosi giardini infruttuosi poggiati sul tetto, possiamo assistere anche alla speranza, che diventa certezza, del \u201critorno\u201d garantito dalla forza dell\u2019amore. Eros vince anche Thanatos. \u201c<em>La distruzione o Amore<\/em>\u201d avrebbe recitato, moltissimo tempo dopo, Vicente Aleixandre, poeta spagnolo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][:en][vc_row][vc_column][vc_column_text]<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-6803\" src=\"\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/iniziale_articolo_en.png\" alt=\"iniziale_articolo\" width=\"93\" height=\"109\" \/><br \/>\n<strong>ear Readers<\/strong>,<br \/>\nWe will discuss here some of the things we (still) don\u2019t know about Paestum but which we would like to find out. Although Paestum is generally considered the best-known city in Magna Graecia, the site still poses many conundrums for archaeologists, architects and historians. The column explores some of the issues surrounding the site.<\/p>\n<p>This month\u2019s column is written by the archaeologist <strong>Concetta Masseria<\/strong>.<\/p>\n<blockquote><p><em>Scent of a woman<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;You see, I loved her. It was love at first sight, at last sight, at even and ever sight.&#8221;<\/em><\/p>\n<p>(Vladimir Nabokov, Lolita, 336)<\/p><\/blockquote>\n<p>A display case in the Museum of Paestum contains a vase of great importance due to its shape, function, provenance and, in particular, the image painted on its surface.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16505\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Lekythos-a-figure-rosse-con-Adonie-lato-A-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/> <img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-16506\" src=\"http:\/\/museopaestum.cultura.gov.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Lekythos-a-figure-rosse-con-Adonie-lato-B-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\" \/><br \/>\nThis seems to be the ideal occasion to tell our readers about the story of the vase, the message it conveys and the meanings that lie behind the outward appearance. The <em>lekythos<\/em>, a vessel designed to contain scented oil, is a red-figure vase with a background painted in a lustrous black gloss. It was found many years ago by Pellegrino C. Sestieri in the area known as the Southern Sanctuary. The sacred area houses two of the largest temples in Greek Poseidonia, the <strong><em>Heraion<\/em><\/strong> (the large temple attributed to the goddess Hera) and the <strong>Temple of Apollo<\/strong> (better known as the \u201c<strong>Temple of Neptune<\/strong>\u201d according to a well-entrenched tradition that is hard to break away from even though the evidence shows that it is more logical to attribute it to Apollo). However, there are also several smaller sacred buildings of a simpler architectural type which lack a peristais (the colonnade surrounding the cella). The sacred place also includes a building which has been identified as the <em><strong>Asklepieion<\/strong><\/em>, a temple dedicated to the cult of Asclepius, the god of medicine and son of Apollo.<br \/>\nThis sacred area also features other structures linked to religious events, such as altars \u2013 crucial elements for the celebration of rituals \u2013 and several smaller ones containing the votive offerings of the faithful. These \u201cchests\u201d \u2013 locally known as \u201cloculi\u201d (niches) \u2013 are quadrangular and are built with slabs of local stone assembled to form containers of objects offered as ex-votos, veritable <em>thesauroi<\/em> (treasuries).<br \/>\nThis <em>lekythos<\/em> almost certainly comes from \u201cloculo IV situated to the north-west of the so-called Temple of Neptune\u201d (to judge from the note written by hand at the time of the discovery and which was later found together with the vase in the storerooms of the museum). As will be seen, the indications of the provenance are of immense importance for our understanding of the role played by the object at the time of its deposition as a devotional offering.<br \/>\nThe image painted on the surface shows a group of five characters \u2013 two men, two women and a figure of the young <strong>Eros with his wings outstretched<\/strong> \u2013 who move in the figurative space according to a system of exchanged glances that shows the simultaneity of the actions and the sharing of reciprocal behaviour. The details of each figure allow an unambiguous interpretation about the meaning of the implied gestures.<br \/>\nLet\u2019s have a closer look: the <em>focus<\/em> of the story lies at the centre of the image and involves the two female figures and the figure of Eros, while the two male figures situated on the edges of the figurative field on the two opposing extremities of the scene mark its beginning and end. The two women have different roles: the first, elegantly dressed in a long chiton, is seated, probably on a rock, and reaches out so that she drops grains of incense from her right hand into the small dish of a <em>thymiaterion<\/em> (incense burner) by her feet, while she holds a small box, probably a container of incense, in her left hand. The other woman wears a <em>himation<\/em> wrapped around her hips while the upper part of her body is completely naked; she is captured in the moment when, urged on by Eros with outstretched wings, she begins to climb a ladder, holding in her right hand the upper part of a broken amphora upturned and used as a container of <em>kepos<\/em> (a small garden of ephemeral plants destined to die after a short time) which she will place on the roof. The two young people on the sides of the figurative image do not appear to be playing a precise role except for being spectators \u2013 they are portrayed naked, one seated and the other standing, both with just their heads and the gazes directed towards the centre of the scene but with their bodies turned away from it. In this context, the significant detail is provided by the ladder, seemingly propped up against a wall \u2013 in reality, it is the wall of the vase that provides the support \u2013 and the true barycentre around which the figurative account unfolds.<br \/>\nThe presence of this element provides unequivocal proof that it is a sort of \u201cphotograph\u201d which immortalises one of the culminating moments of the celebration of the Adonia, a festival held in <strong>honour of Adonis<\/strong>, the beautiful son of Myrrha (the cursed Cypriot princess) and the fruit of forbidden love.<br \/>\nThe protagonist of the scene is the goddess <strong>Aphrodite<\/strong>, the irresistible goddess of beauty, seduction and love. The goddess was the architect of the life of the young man \u2013 the original cause of his fatal conception \u2013 and subsequently of every aspect of his destiny until his death \u2013 and even of his annual resurrection.<br \/>\nIt is a love story that stems from, and feeds on, the words of the myth, a complex yet realistic story due to the tangible effects of the rituals that emphasise its forms and aspects and which were celebrated throughout the Greek world until the Christian era.<br \/>\nAphrodite and the eternally youthful Adonis are indissolubly linked by the passion felt by the goddess which is manifested in an extremely human way through the gestures and deeds of a woman who is deeply in love, her gaze fixed on her young lover and her heart pounding.<br \/>\nThis complex, tragic story is evoked by the ritual of the festival which was celebrated once a year with the active participation of women from all social backgrounds. Adonis dies and is brought back to life according to firmly established rules and by the cruel twist of fate that not even a goddess can do anything to change. A hunting trip was to prove fatal. The naivety and imprudent behaviour of the young man leads him to pay the ultimate price of losing his life and his tragic destiny unfolds. Love and death represent Fate in all its inexorable cruelty. The heartbreak of the goddess, her impotence, the grief caused by the ineluctability of the consequences of the tragic event, are told in the moving words of the poet Ovid (Metamorphoses, X, 717-739): \u201c\u2026Venus had not yet reached Cyprus; she heard, far off, the dying boy \u2013 his moans. She turned around her white swans and rode back. When, from the heights, she saw him lifeless there, a bleeding corpse, she leapt down to the ground. And she rent her clothes, tore her hair, and \u2013 much unlike a goddess \u2013 beat her hands against her breast. She challenged fate: \u2018But destiny does not rule all. Adonis, your memory will live eternally: each year they will repeat this final scene \u2013 your day of death, my day of grief, will be enacted in a feast that bears your name. \u2018I shall transform your blood into a flower. (\u2026)\u2019 That said, she sprinkled scented nectar on his blood, which then fermented (\u2026) One hour had yet to pass when, from that gore a blood-red flower sprang, the very colour of pomegranates when that fruit is ripe and hides sweet seeds beneath its pliant rind. And yet Adonis\u2019 blossoms have brief life: his flower is light and delicate; it clings too loosely to the stem and thus is called Anemone \u2013 \u2018born of the wind\u2019 \u2013 because winds shake its fragile petals, and they fall.\u201d Fragile and delicate like life itself, the anemone entrusts its blood-red petals and its very existence to a puff of wind. The tears of the goddess marked the start of the ritual of memory, the nocturnal festival with the laments of the girls, the ephemeral gardens placed on the roof, the inebriating scent of the burnt incense, and so Adonis dies in the arms of his divine lover.<br \/>\nThis is the scene depicted on the <em>lekythos<\/em>, a still of the rituals being performed: the seated woman dressed as a divine bride who scatters grains of incense, the girl who climbs the ladder to arrange the <em>kepos<\/em> on the roof and Eros who moves delicately, with outstretched wings, to give sense and meaning to the ceremony. Eros and Thanatos, love and death indissolubly linked to the goddess of <em>charis<\/em>, the loving seduction evoked sculpturally by the form of the vase, a <em>lekythos<\/em>, a container of scented oil, made, and certainly donated as a love offering, in a period of time ranging from the final years of the fifth century BC to the first few years of the following century. Scent and seduction \u2013 perfume is a means of attraction, the vehicle of romantic passion, and Aphrodite is undoubtedly the recipient of this precious gift preserved in \u201cloculo IV\u201d and later, after an almost infinite amount of time, brought back to life and \u201crestored\u201d to us all as a message of love and also as an instrument of knowledge of the past which belongs to us all. For this reason, the festival that celebrates the tragic love story, through a hybrid tale of myth and ritual, finds in the large southern sacred area of Poseidonia its own special place. Through the memory of the annual reiteration of the ceremony, with its theatrical aspects, the fragility of the anemones, the perfume of incense and myrrh, the echo of the funerary chants, the memory of the girls\u2019 tears and the grief-struck barren gardens placed on the roof, we can also take part in hope, which becomes certainty, of the \u201creturn\u201d ensured by the strength of love. Eros even manages to defeat Thanatos. \u201c<em>Destruction or Love<\/em>\u201d, as the Spanish poet Vicente Aleixandre would eloquently put it many centuries later.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][:]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[:it][vc_row][vc_column][vc_column_text] ari lettori, in questo spazio parleremo di quello che (ancora) non sappiamo di Paestum e che ci interesserebbe scoprire. 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